SORRENTO – L’agroalimentare italiano si conferma pilastro centrale dell’economia nazionale e asset strategico per la crescita del Paese. Durante il suo intervento al Forum Internazionale Ambrosetti “Verso Sud”, Ettore Prandini ha tracciato la rotta per il futuro del settore, evidenziando numeri record e prospettive di sviluppo.
Un valore da 707 miliardi di euro
“L’agroalimentare rappresenta oggi una delle più grandi opportunità di crescita per l’Italia”, ha dichiarato Prandini. I dati parlano chiaro: la filiera ha raggiunto un valore complessivo di 707 miliardi di euro, garantendo occupazione a 4 milioni di persone. Si tratta di cifre che non solo testimoniano la solidità del comparto, ma ne ribadiscono la centralità nel disegno economico del futuro.
Le leve per la crescita: Innovazione e Infrastrutture
Per mantenere questo slancio, la ricetta di Prandini punta su una visione di medio-lungo periodo e investimenti mirati:
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Digitalizzazione e Innovazione: per modernizzare le tecniche colturali.
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Infrastrutture e Logistica: per rendere le imprese più competitive sui mercati.
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Energia e Formazione: per affrontare le sfide della sostenibilità e del ricambio generazionale.
“Dobbiamo mettere al centro i settori produttivi e il lavoro delle imprese agricole con una programmazione capace di guardare lontano”, ha sottolineato il Presidente.
Il Mezzogiorno come motore e il ponte con l'Africa
Un passaggio fondamentale è stato dedicato al ruolo del Sud Italia, considerato un potenziale motore di sviluppo per l'intera nazione. In quest'ottica, l’agricoltura non è solo economia interna, ma diventa uno strumento di cooperazione internazionale.
L'Italia sta infatti esportando tecnologia, competenze e formazione, consolidando i rapporti strategici con i Paesi africani. L'obiettivo finale resta fermo: rafforzare il Made in Italy nel mondo, continuando a generare valore, occupazione e nuove opportunità per le imprese italiane.